Consultare Catasto Online
VISURA CATASTALE TERRENI: che cos’è e come si richiede
La consultazione della rendita catastale è un dato fiscale fondamentale per chi possiede un bene immobile (anche un semplice diritto reale di godimento) o lo intenda acquistare, poiché rappresenta la base imponibile su cui vengono calcolate diverse imposte, tra cui l’IMU (Imposta Municipale Unica). Inoltre la consultazione rendita catastale è fondamentale anche per calcolare il patrimonio immobiliare in caso di richiesta ISEE. Vediamo insieme come consultare la rendita catastale di un immobile e comprenderne l’importanza.
CHE COS’E’ LA RENDITA CATASTALE?
La rendita catastale è il valore attribuito a ogni unità immobiliare censita al catasto, con esclusione dei fabbricati privi di rendita (collabenti, in corso di costruzione, in corso di definizione, lastrico solare, ecc.). Questo valore è determinato sulla base della tipologia di immobile, della zona in cui si trova e delle sue caratteristiche strutturali, nonché delle finiture apportate. Serve per calcolare le imposte immobiliari, ma può essere anche un riferimento per operazioni di compravendita e per stime patrimoniali. In particolare giova ricordare che la rendita catastale, moltiplicata per il coefficiente di riferimento, viene utilizzata quale base imponibile per calcolare l’IMU, per calcolare il patrimonio immobiliare ai fini ISEE, per calcolare l’imposta di registro in caso di compravendita ( 2% prima casa e 9% seconda casa), per calcolare il valore delle donazioni, calcolare le imposte ipotecarie e catastali per le successioni, ecc.
COME CONSULTARE LA RENDITA CATASTALE?
Mediante i servizi digitali dell’Agenzia delle Entrate è possibile accedere gratuitamente ai dati catastali di un immobile, compresa la rendita catastale, tramite pochi semplici passaggi.
Procedura passo passo:
- Accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate: Andare alla sezione dedicata ai servizi catastali online;
- Scegliere il servizio di consultazione: Selezionare la voce “Consultazione rendite catastali”;
- Inserire i dati richiesti: Per effettuare la ricerca si dovrà inserire:
- Il comune di ubicazione dell’immobile;
- Il foglio e la particella catastale (questi dati si trovano nell’atto di proprietà o in una visura catastale precedente);
- Visualizzare la rendita catastale: Dopo avere inserito correttamente i dati il sistema fornirà le seguenti informazioni:
- Rendita catastale;
- Categoria catastale;
- Classe e consistenza dell’immobile;
In alternativa, in caso di difficoltà, è possibile usufruire dei servizi online messi a disposizione da appositi intermediari come ad esempio VisuraUtile.it.
COME SI CALCOLA L’IMU UTILIZZANDO LA RENDITA CATASTALE
Dopo avere ottenuto la rendita catastale, mediante la richiesta di una visura catastale, è possibile calcolare l’IMU con la seguente formula:
Rivalutazione della rendita: la rendita catastale deve essere rivalutata del 5%;
Esempio: se la rendita catastale è 1.000 euro, si ottiene 1.000 × 1,05 = 1.050 euro.
Moltiplicatore catastale: il valore rivalutato va moltiplicato per un coefficiente che varia in base alla categoria catastale dell’immobile. Ad esempio:
-
- Abitazioni (categorie A, escluse A10): moltiplicatore 160;
- Uffici e studi privati (categoria A10): moltiplicatore 80;
- Negozi (categoria C1): moltiplicatore 55;
Proseguendo con l’esempio precedente, se l’immobile è un’abitazione (categoria A), il calcolo sarà: 1.050 × 160 = 168.000 euro
Aliquota IMU
Al valore ottenuto si applica l’aliquota deliberata dal comune di appartenenza, in questo caso il Consiglio Comunale. Supponendo un’aliquota del 5×1000 l’IMU sarà pari a: 168.000 × 0,005 = 840 €
COME SI CALCOLA LA BASE IMPONIBILE PER LA COMPRAVENDITA MEDIANTE LA RENDITA CATASTALE
Occorre preliminarmente ricordare che la legge finanziaria per l’anno 2006, al fine di limitare il potere di accertamento dell’Agenzia delle entrate in merito agli atti di compravendita, ha istituito con la legge n.266 del 23 Dicembre 2005 il cosiddetto “Prezzo – Valore”, ovvero la facoltà da parte dell’acquirente di scegliere di pagare le imposte sull’acquisto in base al valore catastale e non in base al prezzo di acquisto. Prendendo come esempio l’acquisto di un immobile ad uso abitativo, l’acquirente di una prima o seconda casa, acquistata 100.000 euro e con rendita catastale di 250,00 euro, avrà la possibilità di pagare le imposte, applicando il 2% in caso di prima casa o 9% in caso di seconda casa, su una basa imponibile calcolata nel medo seguente:
- Euro 100.000 in caso di base imponibile data dal prezzo dichiarato in atto;
- Euro 250,00 x (prima casa 115,5 oppure seconda casa 126);
- Base imponibile prima casa euro 250 x 115,5= euro 28.875 x 2%= euro 577,50 ( con il minimo assoluto stabilito dal testo unico sulle imposte di euro 1.000;
- Base imponibile seconda casa euro 250 x 126= euro 31.500 x 9%= euro 2.835
- Base imponibile con prezzo dichiarato in atto prima casa= 100.000 x 2%= euro 2.000
- Base imponibile con prezzo dichiarato in atto seconda casa= 100.000 x 9%= euro 9.000
Pertanto la riforma della base imponibile, in merito al calcolo delle imposte sulle compravendite immobiliari, risulta essere più conveniente per il contribuente.
Per qualsiasi dubbio o approfondimento è possibile contattare lo staff del sito web www.visurautile.it




1 Comment
Buongiorno come mai solo in Italia i Comuni non inviano la bolletta con il calcolo dell’Imu al proprio
Indirizzo? Per me ci sarebbero meno errori e gli impiegati risparmierebbero
molto tempo l”anno Dopo per la vérifica e inviare le raccomandate per errori di calcolo chi non ha pagato e in questi anni hanno seminaoi la confusione totale per i Résidenti AIRE che un anno non si deve pagare ,poi si deve pagare ,poi ancora danno la riduzione ai pensionati con convenzioni internazionali e su questo.punto molti credono ch ‘e una riduzione per tutti i pensionati a l’estero.